storia&sviluppo

STORIA E SVILUPPO

Fino agli anni Settanta, in Germania, i bambini con gravi disabilità erano esonerati dall’obbligo scolastico. Nel 1975, su spinta dei movimenti di genitori e di pedagogisti, vide la luce una prima sperimentazione di scuola nel centro di riabilitazione di Westpfalz (Landstuhl).

L’obiettivo di questa sperimentazione era quello di trovare delle possibili modalità di insegnamento per i bambini con gravi disabilità.

Il progetto era coordinato da Andreas Fröhlich, insegnante di scuola speciale, e supportato per la parte scientifica dall’Isitituto di pedagogia speciale dell’Università di Mainz.

 

Il termine “Basale Stimulation” nasce nel  1977 e indica il concetto pedagogico sviluppato nell’ambito della sperimentazione della scuola e, allora, come oggi, contiene i seguenti elementi

BASALE: vogliamo utilizzare le possibilità più semplici ed elementari per raggiungere la persona, per entrare in contatto. Per fare ciò ritorniamo al fondamento dell’agire umano.

STIMULATION: offriamo alle persone con gravi disabilità esperienze positive che le spingano ad entrare in contatto con loro stessi, altre persone e l’ambiente circostante

 

Nell’ambito dell’elaborazione del concetto è emerso che anche i bambini con disabilità grave e gravissima hanno competenze psicosociali, nonostante dall’esterno sia raramente possibile registrarle.

Inoltre, come ogni persona, anche questi bambini hanno avvertono i bisogni elementari di percepire, muoversi e comunicare, ma difficilmente possono soddisfarli in autonomia.

Per questo si è ritenuto fondamentale trovare forme di accesso alla comunicazione con questi bambini, nonchè adeguate forme di supporto all’apprendimento.

  1. Fröhlich e i suoi collaboratori, basandosi su conoscenze di psicologia dello sviluppo (Piaget, Bobath) hanno offerto a questi bambini esperienze di percezione che rimandassero ad esperienze dello sviluppo prenatale come: percepire il proprio corpo, sentrsi in movimento, scoprirsi dall’interno attraverso delle vibrazioni (esperienze somatichevestibolarivibratorie). Inoltre hanno offerto esperienze semplici di tipo acustico, visivo, orale, tattile ed olfattivo.
  2. Fröhlich e i suoi collaboratori hanno potuto constatare che i bambini reagivano a queste offerte secondo le loro possibilità e da qui, hanno incominciato a sviluppare una forma elementare di comunicazione che accompagnasse i bambini nelle loro esperienze e promuovesse il loro sviluppo.

Ad oggi la Basale Stimulation è un concetto pedagogico per bambini, giovani ed adulti con gravi disabilità ampiamente diffuso in Germania, Austria e Svizzera e conosciuto anche in molti altri paesi europei.

 

Le idee di fondo del concetto hanno valore anche con persone con gravi compromissioni in seguito a traumi malattie.

A.Fröhlich e l’infermiera e pedagogista Christel Bienstein misero in evidenza che anche persone in stato vegetativo o comatoso avevano lo stesso bisogno di percepiremuoversi e comunicare, pur non essendo in grado di farlo autonomamente e che  in assenza di una stimolazione mirata  vi siano ulteriori peggioramenti.

Come nell’ambito pedagogico, anche nella cura, la Stimolazione Basale si pone l’obiettivo di accompagnare le persone nel proprio sviluppo, offrendo esperienze elementari di percezione.

 

La Stimolazione Basale stessa è in continuo sviluppo, e, come la intendiamo oggi, non corrisponde esattamente a come veniva intesa al suo inizio. Pur rimanendo fedele ai pricipi iniziali, l’approccio si è modificato, passando da “una metodologia che di fatto era una mera tecnica, ad un concetto di  più ampio respiro sviluppatosi nel tempo per accompagnare le  persone con gravissime disabilità multiple” (Mohr, 2010).

[1] L’unica dicitura che si riconosce come ufficiale è quella in lingua originale “Basale Stimulation”, tutelata insieme al logo da marchio registrato. Tuttavia è entrata nell’uso comune anche la versione italiana “Stimolazione basale”. In questo sito, così come nella realtà, verranno utilizzate alternativamente entrambe le versioni. Il marchio registrato viene d’ora in poi omesso per facilitare la lettura.

[2] L. Mohr: “Cos’è la Stimolazione Basale”, 2010

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